|
DI NUOVO A SCUOLA: DALL’ EUFORIA ALLA RIFLESSIONE "Tema riservato ai ragazzi di Belfiore"
Care ragazze e ragazzi di Belfiore e limitrofi, poiché avrei voluto avere le ali di un angelo affinché vi raggiungessi per poter dialogare in foggia eclettica nel corso del vostro relax estivo, l’attuale trama è, appunto, una modalità alternativa per ripercorrere insieme quei sentieri vacanzieri – fors’anche in chiave ironica e scherzevole - che vi hanno man mano ricondotto al paesello. A tale finalità, se le variazioni climatiche improvvise producono quasi sempre disturbi fisici e psichici, non di meno sono gli handicap, seppur di natura differente, che si esternano dopo aver preso cognizione di dover riafferrare gli strumenti del sapere, tra l’altro “rei” – per così dire - di far procedere i ragazzi da una dimensione serena e gaia, ad una più introspettiva e seriosa; se nella prima l’effetto sgradevole si ovvia con vaccini o altri rimedi terapeutici, nella seconda, viceversa, non ci sono farmaci se non la ragione stessa: congetturando che qualcuno non l’abbia magari dimenticata in villeggiatura... E’ pur vero, tuttavia, che l’esercizio fisico, anche quando è coattivo, non lede il corpo; d’altro lato, la conoscenza acquisita per condizione imposta, non può ubicarsi nella perspicacia; e questo prova perché sono stato avverso alle applicazioni mentali forzate oltre la terza media e, altresì, alla riforma della stessa operata nel discosto 1963. Sebbene al momento non commentassi i repenti emendamenti ministeriali che ogni volta flettono la qualità della scuola pubblica…, mi faccio pegno che l’oggetto sarà movente di analisi in un prossimo numero. Prima che la biro compia il suo debito itinerario - occhieggiando per di più il capopagina - agogno esplicitare ai ragazzi belfioresi che in questo istante sono al paesello adagiato sulla sponda del Menotre, e quindi non distante dalle dimore; il verde, il profumo della campagna, lo sciacquio del fiume - che sembra correre dove il dover lo incita - si edificano alla maniera di un piano di lezioni che forniscono argomenti per conversazioni quotidiane interessanti, insomma tutto si evidenzia come un testo di letture nelle cui pagine si osservano: riflessioni, prose, versificazioni, composizioni musicali e melodrammi, nel modo che fossero guidati da una melica orchestrata da ninfe che emergono dalla cristallina sorgiva… Si dice che la mezzanotte è l’ora dei sogni…forse l’assioma racchiude un po’ di verità… ma avete mai ponderato quante ore squillano durante il giorno che ci convocano alle occupazioni della vita, da farci ignorare l’onirico? Ecco perché mi trovo or ora qui unito al vostro spirito come se stessi sotto l’incanto lunare che trasvola con mille riflessi sul torrente e - nella quiete assorta dell’aria - fa quasi tremare gli aromi della boscaglia vicina che popolano di sogni la mia psiche e la induce all’oblio dell’usuale. Ad ogni modo, il clima è critico e la caldura giunge sino agli occhi, mentre dinanzi a me un uomo - con l’onor del mento ed immerso parzialmente in acqua - adesca pesci, assorto. Nel frattempo, sul piano ondeggiante del flusso appaiono disegni geometrici imbattibili, su cui un’amabile ed errante rondine, nella sua ingenuità, rasenta il petto e sfugge dalle macchinazioni dell’uomo; è precettivo osservare come le movenze della piccola volatile fanno intendere che un debole può imitare un grande e che un “illittiratus” può diventare sapiente. Poi, d’un tratto, noto che il villoso pescatore si intristisce e schiaccia il sigaro a metà con il tacco dello stivale. Molti sono i raziocini, le idee, le congetture, le reminiscenze che vorrebbero trovar ricetto nel mio senno, ma uno solo ha avuto il “comfort” di crogiolarsi sulla falda della mia materia grigia, poiché esso racchiude il carisma di un “big” della jungla, anzi il re della foresta; sì, lo stesso eroe che osservavo nei fumetti quand’ero bambino: un silvestre con talento tumultuoso, arrembante, una capacità di matura tattica e strategia che lo portò ad essere imbattuto per sempre e che adesso riemerge dal letargo dell’invincibile: Akim! Dopo il fugace volo sul colle delle rimembranze, ritengo dovuto incentrare il verbo sulle vacanze di quest’estate, auspicandomi che esse non si siano tradotte – per i cari ragazzi di Belfiore - vaghe di senso. Ora siamo in settembre, ma non è arduo ipotizzare le varie tappe che avete dovuto vagliare; infatti, è ovvio che in quei giorni tradizionalmente dedicati alle fughe vacanziere, non vi sarà mancato il tempo per indagare su voi stessi e su quanto vi circondava, fors’anche sulle zone in ombra della vostra effigie e su quelle della società in cui vi trovate ogni dì a tessere le vostre relazioni. Inoltre, prima di affrontare il viaggio per la destinazione, invero verso la meta prescelta, sarete stati incitati ad eseguire qualche verifica importante. Senza dubbio, molti avranno dapprima preso contatto con la struttura ricettiva per avere ragguagli sugli accordi presi in precedenza, magari riguardo all'accoglienza di un animale e facendosi spedire una ratificazione scritta: per evitare equivoci successivi! Altri, avranno ponderato su quale mezzo di trasporto optare, affinché il viaggio si compisse nel più totale relax! (Non sono molto documentato, ma credo che nei treni a scompartimento i cani possono trovar sito, purché sorvegliati e purché gli altri passeggeri dello scompartimento lo consentano). Nel giungere a destinazione, alcuni di voi avranno notato che la spiaggia non era frequentata dai soli ospiti d’albergo, ma pure da campeggiatori e pendolari che, avvantaggiati dal clima, hanno avuto il servigio di trascorrere varie ore sia sul litorale che in acqua. E’ positivo il fatto che in spiaggia si incontrano persone di tutte le età, e ciò vi avrà arrecato nuove amicizie. Chissà quante deliziose escursioni avrete eseguito su barche e quanta ressa lungo il bagnasciuga: di certo voi ragazze belfioresi avrete avvertito un po’ di disagio emotivo nel fronteggiare sguardi intensi e maliziosi di ragazzi allogeni…ma sono gesti consequenziali e plausibili, scevri di colpa. In breve, tutto si sarà delineato in un viavai piacevole ed esaltante. Tuttavia, il periodo estivo molti lo uniscono ad una vacanza-studio, per approfondire la conoscenza di una lingua straniera, senza togliere comunque alla villeggiatura quel sapore sbarazzino. La vacanza-studio per bambini e ragazzi, per apprendere la lingua straniera in Italia, si traduce in una esigenza anche dei genitori stessi, e molti discepoli avranno già superato la soglia della terza volta… Sarebbe in verità meritevole di attenzione se potessi ascoltare le impressioni dei rampolli su ciò che più li ha colpiti, o quello che non gli è assolutamente piaciuto, inclusi i discernimenti su ciò che li ha portati sulla magica isola.. ; di persona, un soggiorno di tal natura lo catalogherei vacanza-stupore, proprio perché trae origine dall'esigenza di offrire a bambini e ragazzi un'alternativa allo studio canonico, tra aule, banchi e programmi istituzionali; qualche giorno insieme per approfondire un argomento che a scuola risulta "barboso", e creare momenti di dibattiti comuni associati a inevitabili discrepanze: solo così si cresce! Siffatte vacanze di norma si articolano in una serie di incontri coinvolgenti, il cui obiettivo è quello di fornire ai partecipanti una chiave di lettura immediata per capire il linguaggio figurativo e astratto di molte discipline…. Il sistema è quello di adottare nuove metodologie che fanno leva sulle emozioni suscitate dall'arte: le sensazioni diventano l'elemento cardine per implicare i ragazzi e per indurli ad una lettura personificata e, tuttavia, corretta dell'arte stessa: lungi quindi da una fruizione passiva o nozionistica; in tal guisa i ragazzi scoprono i mille affascinanti segreti nascosti dietro apparenti ovvietà e, tra chiese, palazzi e musei, sono indotti ad osservare quegli aspetti a volte meno appariscenti, ma spesso sconcertanti che sono l'essenza dell'arte. Le numerose suggestive informazioni ricevute dinanzi alle opere d'arte, assumono maggior enfasi se connesse ad un linguaggio musicale. E’ una metodica più favorevole che implica – senza insofferenza - i ragazzi e che suscita loro emozioni per comprendere che anche la musica è un potente veicolo di diffusione. I momenti gioiosi però – come l’empirismo ci suggerisce - sono effimeri e beffardi perché, alla fin fine, sono proprio essi che, sottraendosi da un aere ludico e spassoso, dischiudono il varco all’incombenza e al dovere. In tale frangente i genitori non possono e non devono recensire se a volte un’ombra si alloggia nella psiche dei loro figli, poiché è del tutto sistematico, anzi direi necessario: guai se i risvolti fossero dissonanti. Se poi il mio senso estetico potesse filtrare le profondità della vostra anima, visionerebbe un diario che vorreste voltare in fretta - fors’anche involgendo la vostra migliore amica – per rivivere sotto l’intimo spazio ombroso dei lecci, attigui al monumento, le mitiche pagine, i mitici amori, le amicizie vissute, le sensazioni e le emozioni che non di rado si traducono in rovi pungenti: una fitta che solo il tempo debellerà.… La nostalgia, lo sappiamo, è un dardo imprevedibile e può colpire chiunque e ovunque, anche sui banchi di scuola, e così si riapre il diario laddove il Prof. spiega, parla, interroga: bla bla bla. Pagine colme di gioie infuocate e delusioni glaciali, vibranti emozioni… lette, può darsi, dinanzi l’avvallata e invidiosa pupilla di qualche amica o amico che purtroppo non hanno potuto avviare un feeling che l’avesse condotti alla ricerca di un’emozione nuova, di un patto di complicità tra amici, insomma di un modo nuovo cui far deliziare taluni attimi con i dolci ricordi… E’ inattuabile sottrarci, subissarci, adombrarci: non si evade dalla vita, né tantomeno dagli affetti, dal proprio cuore. Essenza forse retorica, forse affettata, forse tanto disarmante perché è l’entità più discorsiva che esista in questo mondo.. Malgrado ciò, alla vita – su cui pondero nel mio correre, roteare, sfuggire, inseguire le lancette, perdermi nei meandri bui e sconosciuti dei troppi impegni e del troppo pensare – ho l’ardimento di sorriderle beffeggiandola, magari nell’osservare la copertina di un libro che mi sto appressando a leggere (uno dei tanti..), poiché le cose del mondo sono fumo... L'unica cosa che collega noi, la nostra storia, le nostre giornate, i tanti nostri "bla-bla-bla", i nostri ricordi, i pianti e le risate, gli abbracci e gli arrivederci, l'unica cosa dicevo che unisce tutto questo al cosmo illeso… siamo solo e unicamente noi stessi. Siamo noi i protagonisti di una storia ancora tutta da scoprire, degli eventi più accesi che siano mai esistiti… E quel che cela e nasconde (o solo custodisce gelosamente e preserva!) il nostro cuore, non è dato saperlo.. per molti, per tutti forse.. spesso anche per noi stessi che ci aggiriamo per le strade assorti nei nostri pensieri che vanno, vanno, sempre a ruota libera in assenza di un punto terminale, oltremodo senza neanche farsi percepire. Le illusioni sono sensazioni meravigliose, ti fan figurare che brilli l’Astro anche se sei conscio che piova. Ti fan credere di essere amato anche se sai che è una menzogna. Ti fa immaginare che c’è la pace anche se sai che regna la violenza. Ma queste sono solo inganni dei sensi, i dolci sensi della vita. Cara studentessa di Belfiore, non interpretare i miei discernimenti alla stessa guisa di un’immane estensione tenebrosa – anche se pensi di aver parafrasato (?), più o meno, la mia speculazione - però sappi che il venturo occulta ogni stupore: sii saggia nel codificarlo, quindi acchiappalo per le pinne, acchiappalo per la coda, poiché non è un principe da fiaba per sognarselo nella cecità notturna; calcola, rifletti, osserva, avanza anche se in cose semplici o che ti appaiono futili: cerca di essere indelebilmente coerente in ciò che ti prefiggi, persino a tavola, nei rapporti con la famiglia, nel modo di vivere, cerca insomma di non desistere alla pressione domestica, e solo trovando un equilibrio con te stessa, il tempo ti darà ragione e la tua esistenza scorrerà dentro e fuori di te, appagandoti. Infine, non v’è remora che qualche ragazza avrà optato di trascorrere l’estate alla maniera delle precedenti, ovvero con mamma e papà sotto l’ombrellone e che verosimilmente aveva giurato a se stessa che sarebbe stata l’ultima e che si era proposta che l’anno successivo avrebbe concertato qualcosa con i loro amici, possibilmente da soli, in giro per l’Europa, oppure tutti insieme in campeggio, nella casa in montagna o al mare senza genitori o parenti. E’ intuitivo che il vostro occhio nel far ritorno al paesello, noterà che il divario tra una comunità paesana ed il condominio litigioso risiede nell’identità che la plaga rurale si avvince negli anni, mentre l’hotel o, meglio, il condominio resta immemore di sé e dei propri abitanti. Il paesello è conscio di sé perché ha in sé i significati e gli elementi per immortalare l’evocazione. Per questo, l’immagine di molti compaesani non cadrà mai nell’oblio. E’ il paese che ha l’esigenza di trasmettere se stesso, di non involversi verso falsate forme di pura coesistenza vegetativa… Tuttavia, carissimo studente belfiorese, non v’è dubbio che il passaggio dalla vacanza estiva alla piena coscienza di farsi carico di un nuovo anno scolastico, grava su di te. A mio avviso, il giorno in cui si ritorna a scuola è un po’ come Capodanno: da un giorno all’altro ritorna lo scompiglio, la ressa negli autobus, il traffico mattutino caotico, code prolisse sia dal giornalaio che dal fornaio… Ad ogni modo, proprio come Capodanno, abbiamo tutti i nostri programmi, le nostre speranze e i nostri sogni per l’anno in arrivo e siamo entusiasti di poter rivedere gli amici. Ma in voi c’è anche la propensione - combinata alla curiosaggine - di sapere cosa si dovrà studiare quest’anno. Insomma, ansia sia per gli insegnanti che per gli studenti! In ogni caso, è da prendere atto che il primo giorno di scuola offre pure l’opportunità di riflettere sul sistema scolastico e riaccendere l’interesse sociale per la cultura. Per sommi capi, in quasi tutte le scuole si organizzano dei test iniziali, tanto per gli allievi del primo anno, per verificarne le potenzialità e le conoscenze d’avvio, tanto per gli allievi degli anni successivi, per sondare cosa rammentano… E’ anche possibile che venga utilizzato il primo quadrimestre così come periodo di transizione, per motivare o incentivare i ragazzi. In epilogo, potrebbe sembrare un segno di forza, di costrizione, dopotutto una negatività doversi assoggettare ad alcune autorità…invece non è altro che il loro contrario, cioè una condizione positiva per rispondere ai molti “perché”, per edificare una personalità virile e determinata, per acquisire energie creative, per eludere o fronteggiare vari incagli, in breve, per saper conglobare intere premesse per dare un significato alla vostra stessa esistenza e per sortire un obiettivo. Esaurisco l’eloquio significando che mi è confacente e alquanto ameno catturare la circostanza per ringraziare i lettori, soprattutto i ragazzi, per avermi letto fin qui; inoltre, bramo volgere una calda riconoscenza a talune gentili pedagoghe ed osservatori che, nell’avvicinarmi telefonicamente e concretamente, mi hanno incitato a riprendere la “stilo” per continuare a dipingere il mio pensiero sulle pagine di “Salire”, delineando loro, tuttavia, che lo stacco è stato dovuto per le molteplici incombenze accademiche, ormai magistralmente definite.
Torna
indietro
|