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PENSIERI DI FERRAGOSTO ... BELFIORESE
Non è stato un Ferragosto caldo quest’anno. Ha anche piovuto abbastanza, rinfrescando notevolmente. I “vecchi” belfioresi hanno sempre detto che, se piove in questo periodo, la calda estate è finita. Così sarà anche questa volta: senza rimpianti, però, della grande afa che ci ha accompagnato da metà giugno a fine luglio circa. La mattina il tempo non era male e una bella passeggiata in bicicletta è quello che prediligo alla mia età, perché, oltre al sano moto, mi consente di osservare e successivamente di riflettere. Poi tiro solitamente delle conclusioni, che automaticamente destino mentalmente a Salire. Questo, quando le ritengo buone e vantaggiose per tutti: Salire rappresenta, infatti, l’unico strumento per il nostro piccolo territorio, in grado di ospitare le osservazioni che ognuno ritiene necessarie. Non voglio dire che altri giornali, quotidiani, non siano in grado di farlo: loro hanno altre attenzioni. La piccola lamentela di un Belfiorese o Vesciaro difficilmente può essere accolta. Però la lamentela, se esposta e risolta, può migliorare il “benessere” di molti. Faccio l’esempio concreto del mio precedente articolo, in cui ho parlato della strada, che da Belfiore attraverso Vescia, giunge a S.Paolo. Immaginate che venga analizzata quella riflessione dagli organi preposti. Immaginiamo che, successivamente, si allarghi la strada, dove possibile, o che vi siano dei percorsi specifici per i pedoni e ciclisti. Immaginiamo altresì che altre strade del Comune siano prese in considerazione per un progetto analogo. Torniamo alla mia passeggiata ferragostana: da Vescia a S.Paolo ho notato pochissime auto, ma molte persone giovani e meno giovani, che correvano o camminavano alacremente all’interno, ripeto, della carreggiata, poiché la larghezza della strada è la somma striminzita di 2 auto che si incrociano (due camion devono fermarsi… forse). Giunto a Sportella Marini, nei pressi del fiume Topino, ho notato un cantiere e una signora mi ha spiegato che si tratta della costruzione del ponte, che ci collegherà con Prato Smeraldo. Ho incontrato diversi anziani, con il proprio cane al guinzaglio, prima di arrivare al centro di Foligno, a quell’ora pressoché vuoto. Ho gustato un caffè in un bar e ho sbirciato un giornale solitamente disponibile. In prima pagina la tragedia dell’aereo cipriota, con 121 morti. Riporto l’osservazione del giornalista che condivido: “Dopo questi eventi gli italiani hanno più paura di prendere l’aereo. Non succede la stessa cosa per l’auto nonostante che sulle strade continuamente si verificano tragedie che ci fanno contare ogni anno 8.000 vittime oltre i disabili di pari numero”. Di ritorno a Belfiore, sono passato davanti al “vecchio” ospedale e ho pensato a coloro che sono costretti a passare il Ferragosto in non buona salute. Per ogni situazione ce ne è un’altra peggiore, ho pensato: star male non è gradito, ma c’è sempre qualcun altro che sta peggio e l’esempio dell’aereo cipriota mi è balenata velocemente alla mente. Stando a casa, molto dopo il rientro e dopo la S. Messa delle ore 11, ho "incontrato" un folignate attraverso la televisione, in occasione del XX Giornata della Gioventù, a Colonia: monsignor Giuseppe Betori, Segretario della C.E.I., che ha parlato molto positivamente dei giovani. Ho pensato che non tutti i giovani sono uguali; hanno idee diverse, per vari motivi, e su di loro si riversano le passioni o meglio le tentazioni di fare delle scelte che li portano su strade sbagliate. Diversi di loro, infatti, si fanno trasportare da tali passioni e si perdono: noi adulti dobbiamo inviare ripetutamente i giusti messaggi, per sperare di sconfiggere i falsi messaggeri. Grazie a Dio, ce la faremo! Una salutare passeggiata nel pomeriggio, insieme ad alcuni amici, in sentieri che percorrevo da ragazzo, ha concluso la giornata che è stata riposante, riflessiva e … stimolante.
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