PARLAR CHIARO, PARLAR CRISTIANO

QUOTIDIANO
Aggiunto a ''pane'', questo aggettivo lo ripetiamo chissà quante volte, anche nello stesso giorno.
Gesù, che è la nostra Guida e il nostro Pastore, ci ha detto di servircene, quando parliamo con il Padre suo, che è nei cieli, del quale noi siamo figli adottivi, per grazia e misericordia divina.
Intendiamo chiedere solo ciò che serve ogni giorno per sopravvivere e mantenere la salute del corpo, o anche qualcos'altro?
Io penso che nella richiesta si possa e si debba includere anche - e soprattutto - quel Pane di Vita che è lo stesso Gesù.
Da tale Cibo l'anima nostra trae la forza necessaria per crescere.
Che ce ne sia estremo bisogno oggi, non c'è il minimo dubbio.

RINASCERE
Vorrei suggerire a chi segue legge di andare a ricercare il documento di Battesimo e segnare con cura sull'agenda la data della propria rinascita, per poterla ricordare e celebrare - spiritualmente -, come si deve.
Se, infatti, ha senso commemorare il giorno in cui siamo usciti dal seno materno, ha ancora più valore tenere presente quello in cui siamo stati liberati dal peccato e ammessi nella grande famiglia dei figli di Dio.
A quale scopo?
Per ringraziare la Santissima Trinità.
Per affinare in noi la coscienza della nostra dignità.
Per riaffermare il nostro impegno a vivere da rinati.

SALVEZZA
Ciascuno di noi, senza che ne avesse alcun diritto, è stato destinatario del gesto di benevolenza e di amore da parte della Santissima Trinità, che ha cambiato la sua vita radicalmente: la salvezza.
Tu sei un salvato, come me, come innumerevoli altre persone di ogni tempo e di ogni luogo.
Uno che deve dire incessantemente al Signore:"Grazie!".
Che deve fare il possibile, per non sciupare il dono ricevuto.
Che non si deve tirare indietro di fronte ai doveri, che la salvezza donata e ricevuta, comporta.
Uno che anche nelle tribolazioni legate alla fedeltà a Dio, deve arrivare - le Sante e i Santi lo hanno fatto - a gioire.

TENTAZIONE
Se uno si chiede: "Ma come è possibile resistere alle tentazioni, che il mondo di oggi, con tanta sfacciataggine, costruisce e scodella in modi diversi e in situazioni diverse?".
La risposta è una sola: "Ricorrendo all'aiuto del Signore, che ha vinto e sbaragliato ogni tentazione".
Se uno conta sulle proprie forze e sugli artifici umani e basta,non è destinato a restare in piedi a lungo.
Sarà messo k.o., prima o poi, con sua grande sorpresa e suo lancinante dolore.
Non che non si debbano mettere in campo anche le proprie forze e non si debbano adottare prudenze.
Esse, però, da sole - è questo che voglio far capire - non sono il rimedio sufficiente e la difesa giusta.
L'aiuto del Signore desiderato, chiesto, invocato dal profondo del cuore, invece, sa fare i miracoli.

URLA
Non c'è bisogno di urlare, per farsi capire.
Questo vale per i genitori, per gli insegnanti, per gli educatori in generale.
Anche chi ha qualche responsabilità, non urli, per farsi obbedire.
Il rispetto e la docilità degli altri nei tuoi confronti, amico, non dipende dal tono elevato e minaccioso della voce.
Ci vuole altro, per guadagnare e meritare attenzione, obbedienza.
Se, poi, tu punti a costruire la vera amicizia, taci, piuttosto, in certe circostanze.
Dal tuo silenzio può nascere l'invito a chi sta urlando, di abbassare la voce e cambiare stile.

VISITA
Il titolo riporta l'imperativo presente del verbo visitare, seconda persona singolare.
Quindi, ti riguarda e ti chiede di esaminarti su un punto delicato: l'incontro con chi ha bisogno di te e te lo dice e con chi ha ugualmente bisogno di te e non te lo dice.
Fa' il possibile, per non deludere nessuno su questo punto e sii vicino con attenzione, delicatezza e amore alle persone, che non possono ... (metti qui l'elenco delle cose che tu puoi fare per loro).
Un giorno, capirai meglio l'importanza di questo ... comando.

ZOPPICARE
Non sono tante le parole che cominciano con la “z”.
Quella che ho scelto, si può anche utilizzare, in riferimento alla vita spirituale.
Quando si è incerti,quando non si avanza decisamente sulla strada che il Signore ci ha indicato, quando si hanno dei ripensamenti, che rischiano di far crollare, come costruzioni di sabbia, opere iniziate con tanto entusiasmo e carica interiore ... è come se si zoppicasse.
Dire al Maestro e Pastore: "Dacci una mano, aiutaci a camminare come si deve", è la cosa migliore che si possa fare, in questi casi.

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PARLAR CHIARO, PARLAR CRISTIANO - don Sergio Andreoli
"Salire", anno 56 (31) n°2-3, Settembre 2005, pag.1