LE NOSTRE DUE CHIESE PIANGONO

Finora non avevano pianto, prese com'erano ad asciugare le lacrime dei propri fedeli,così sconfortati e depressi, per essere stati privati della loro casa.

Ma da un po' di tempo anche loro si sono lasciate prendere dallo scoramento e si sono abbandonate ad un pianto silenzioso, che riga i loro frontali, pieni di crepe, che tendono sempre più ad allargarsi.
Hanno resistito a lungo, ma non ce la fanno più a stare così neglette, loro che erano sempre pronte a spalancare il portale, per accogliere grandi e piccini, pronte a far rimbombare le loro pareti al suono delle campane così festose o così meste, a seconda delle occasioni, ma sempre pronte a comunicare il messaggio del richiamo alla fede.

Guardando con una punta d'invidia alla loro sorellina di legno, preziosa sì, provvidenziale sì, ma non così capace, non così piena di carisma come loro.

Vogliono tornare protagoniste a diffondere le note dell'organo, il profumo dei fiori, vogliono tornare ad accogliere i loro fedeli in un amplesso atto a lenire le ferite, a ridare fiducia e serenità.

Certamente, di lacrime da asciugare ce ne sono tante ancora; ciò non toglie che bisogna cominciare a spiegare i lini anche per asciugare quelle delle nostre chiese , che tanto ci mancano e che ci auguriamo ci vengano presto ridate sanate e più splendenti di prima

A presto.
Vero?

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LE NOSTRE DUE CHIESE PIANGONO - Giovanna Marini
"Salire", anno 56 (31) n°2-3, Febbraio Marzo 2002, pag.3